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Personaggi Regionali: Christine Ackermann e la malga Scharnitzer Alm

24. agosto 2018

Un posticino dove il tempo sembra essersi fermato: è questa la malga Scharnitzer Alm. Chi decide di farci sosta si crederà riportato alle origini – e gli sarà servito un ristoro bello ruspante. Christine, l’ostessa, e Roland il pastore hanno salvato la malga rustica dal degrado e la hanno riportato allo splendore di tempi passati. La malgara ci racconta delle estati piene di lavoro, della vita col bestiame e perché in malga bisogna sempre essere flessibili.

La vita in malga – come ai vecchi tempi

Arrivando alla malga Scharnitzer Alm si potrebbe credere di essere stati trasportati in un altro secolo, tanto è rustico e originario l’aspetto della piccola capanna accogliente all’inizio della valle Hinterautal. Tuttavia non è da sempre che la malga brilla in questo suo charme villico. Quando Chrisitne Ackermann e il suo compagno Roland ne assunsero la gestione nel 2004, l’edificio era in cattive condizioni. “Era poco più di un fienile mezzo diroccato”, si ricorda Christine. Con tanto impegno i due sono riusciti a riportare la malga allo stato che aveva una volta. “Oggigiorno va perduta molta autenticità. Vogliamo ricostruire questo frammento della nostra storia,” ci racconta l’ostessa. Con il restauro volevano rimanere il più fedele all’originale possibile e ciò non vale soltanto per l’esteriore della malga, ma anche per la filosofia con cui è gestita: il lavoro in malga ha priorità, la mescita è “soltanto” un accessorio – proprio com’era nel passato.

Il meno è più

Vogliamo trasmettere agli ospiti un sentimento autentico di cosa significa vivere in malga,” ci spiega Christine, riferendosi tra l’altro anche al cibo che offre. Il menu è piuttosto piccolo: “Non abbiamo una scelta enorme, ma quel che offriamo è veramente buono, fatto in casa e di provenienza regionale.” Non possiamo che confermare il suo statement, non c’è malga, dove si mangia meglio. Dalla produzione casereccia non nasce soltanto il pecorino, anche in merito a tutti gli altri prodotti, la malgara ci tiene alla qualità altissima e alla loro provenienza locale. Il meno è più – Christine ci ricorda il vero significato dell’aforisma.

Il bestiame ha priorità

Sin da sempre il bestiame è il cuore di ogni malga e di ogni alpeggio, e sulla Scharnitzer Alm ce n’è proprio tanto. In tutto il pastore gestisce tra i 60 e i 70 bovini. In malga vivono inoltre anche capre, maiali, galline, gatti e il cane Amber – e un toro che si crede umano. “È il nostro toro coccolone,” ride Christine. “L’abbiamo allevato col biberon e sin da allora sembra di non credersi più un toro.” In pascolo ciò presentava un problema: spesso rincorreva gli escursionisti che passavano per l’alpeggio e non riusciva più a trovare la mandria. Per questi adesso vive in malga assieme alle capre, le cosiddette “Goasen”, in un habitat più adatto, poiché Christine passa anche regolarmente a fargli le coccole.

Il resto dei bovini, tutti quanti di contadini del comune di Scharnitz, vive in alpeggio. La malga e l’alpeggio attorno alla Scharnitzer Alm sono veramente qualcosa di speciale: “La malga stessa è molto piccola, l’alpeggio invece molto grande”, ci spiega Christine. Il bestiame è distribuito su tre zone diverse (la valle Hintertautal, la valle Gleirschtal e la zona di Hochwald). Non ci sono classici pascoli inverditi, e quindi il lavoro del pastore Roland si rivela molto impegnativo. È una sfida trovare la mandria su questa area assai vasta, ma da alcuni anni ormai il mandriano ha un assistente un po’ inusuale: una e-bike! Questa gi permette di giungere alle sue bestie in modo veloce, silenzioso ed ecosostenibile. Non è poi tutto esattamente come ai vecchi tempi… 😉

“In malga devi essere flessibile!”

La vita in malga presenta sempre nuove sorprese – è una delle cose che Christine e Roland hanno imparato col passare degli anni sulla Scharnitzer Alm. “E bisogna essere flessibili!”, ride l’ostessa e alza le spalle. Il programma è serrato ma a volte ci si imbatte in degli imprevisti. “Settimana scorsa, per esempio, un vitellino è stato separato dalla mandria”, racconta Christine. E allora le tocca salire in montagna per aiutare Roland. ”Si finisce col correr dietro a un vitello per due, tre ore”, ride a fior di labbra. “Il bestiame viene sempre per primo!” Nel corso degli anni i due malgari ne hanno vista tante da raccontar, ma: “Ogni volta che credi di aver già visto tutto, succede qualcosa di nuovo!” Per Christine è proprio questo il motivo perché la malga è ricca di lezioni di vita. “Si dovrebbe prendere le cose così come vengono.” Christine emana un’aura contagiosa di tranquillità e contentezza. Non si preoccupa di periodi ipotetici – forse è questo il segreto della sua serenità.

Un’estate piena di lavoro

Il lavoro inizia presto la mattina, la sveglia suona alle 6 e le capre vogliono essere munte. Poi l’ostessa si occupa del resto del bestiame, prepara il pecorino o inforna delle torte fresche, finche arrivano i primi ospiti. La sua giornata di lavoro può durare fino alle 11 di sera, pause fisse non ne ha, un momento per respirare se lo deve trovare tra ospiti e bestiame. E va così per tutta l’estate, 7 giorni a settimana. Weekend o vacanze? D’estate non esistono. Ma: “È un bel lavoro, ci metto tutta l’anima!”, aggiunge Christine in un forte dialetto tirolese. Il lavoro diligente della coppia si estende fin oltre l’inizio dell’autunno. Prima che la neve scenda sulle montagne, il bestiame è portato a valle. Il ritorno degli animali in stalla è un momento molto emotivo per Christine e Roland. “Ci vengono le lacrime agli occhi! Le emozioni si scontrano, si è alleggeriti e al contempo anche tristi – l’estate è finita. Il momento quando si chiudono i cancelli è una girandola di emozioni!” Ma entrambi sanno: c’è sempre l’estate prossima! D’inverno l’ostessa sportiva ricarica le sue energie, si riposa dall’estate laboriosa facendo sci-alpinismo e si gode il silenzio delle montagne.

Conservare ciò che è in via d’estinzione

Oltre al lavoro in malga, Christine ha al cuore qualcosa di più grande, di più significativo: “Non lavoro solo per il mio mantenimento, ma voglio trasmettere l’importanza di conservare ciò che è sempre più a rischio di andar perduto. È questo la mia intenzione su cui si impernia ogni altra cosa.” L’amore con cui gestisce la Scharnitzer Alm si vede in ogni piccolo dettaglio. Sarà per questo che ci si sente tanto accolti e benvenuti nella piccola capanna a inizio valle.

Ogni piatto una piccola opera d’arte

Il cammino della vita di Christine è segnato da vari casi fortuiti. In realtà si è laureata in arte e ha lavorato come libera professionista. Ma la natura ha sempre avuto un fascino irresistibile su di lei e così decise prima di lavorare rifugio Pleisenhütte e poi alla malga Oberbrunnalm, e infine si assunse il compito di rinnovare la Scharnitzer Alm. Non è soltanto la malga stessa che approfitta dalla sua sensibilità per le cose belle, ma anche ogni singolo piatto che prepara. “Cerco di trasformare ogni merenda tradizionale in un’opera d’arte, e lo speck, il formaggio e gli altri ingredienti sono, per così dire, i colori con cui dipingo!”, ci racconta con un luccichio nello sguardo. E le sue opere riescono veramente bene – le merende non sono solo un diletto per il palato ma perfino quasi troppo belle da mangiare. Solo quasi però – alla fine è sempre la golosità che vince!

Con la malga Scharnitzer Alm i gestori Christine e Roland sono riusciti a creare un posticino veramente unico in mezzo alle montagne: la piccola malga ha il potere di fermare il tempo, di conservare l’autenticità e di ricondurre alle origini delle cose. Chi sosta qui lascia alle sue spalle la quotidianità per trovare delizia e tranquillità.

Maggiori informazioni:

Malga Scharnitzer Alm

Scharnitzer Alm

Gola Gleirschklamm

Fotos: Fabrice Dall’Anese, Tirol Werbung (Bert Heinzlmeier), Tessa Mellinger

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